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Fuori orario

Sabato 19 settembre 2015

In onda sabato 19 settembre 2015 dalle 1:15 alle 6:00

UN FESTIVAL E' UN MANDALE? VENEZIA 2015

FOLLIA E AMORE (2013)
Regia: Wang Bing
Versione in lingua originale con sottotitoli in italiano

La quotidianità fatta di miseria e abbruttimento di un gruppo di pazienti reclusi in un manicomio dello Yunnan, nella Cina meridionale: c'è chi soffre di gravi disturbi mentali, ma qualcuno vi è confinato per le proprie convinzioni politiche o per essersi opposto alla legge. Il titolo italiano (quello originale suona piuttosto come "Amore folle")

ORGONAUTI, EVVIVA! (1968-70)
Regia, fotografia, montaggio: Alberto Grifi;
musica: Alvin Curran - Gruppo di musica elettronica VIVA;
interpreti: Aya Alkin, Paolo Brunatto, Poupée Brunatto, Sandra Cardini, Giordano Falzoni, Gianna Gelmetti, Alberto   Hammerman, Alfredo Leonardi, Silvana Leonardi, Saro Liotta, Sophie Marland, Gioacchino Saitto;
produzione: Corona Cinematografica

In un futuro lontano un'astronave abitata da un gruppo di giovani discendenti da una minoranza "sovversiva" scampata alla distruzione della Terra, recupera una capsula in cui si è conservato il corpo ibernato di un guerrafondaio reazionario, che dopo  aver causato guerra e morte, ha abbandonato la Terra ormai invivibile. La sperimentazione visiva atta alla liberazione dello  sguardo si intreccia alle  visioni psichedeliche da un lato e alla teoria orgonica di reichiana memoria dall'altro.

VIGILANDO REPRIMERE (Italia 1972, col. 22'30")
di Alberto Grifi

Una fuga dal carcere finita male. La civiltà del controllo e della repressione. Realizzato insieme a Annabella Miscuglio e Massimo Sarchielli. Alberto Grifi è stato come pochi altri registi, contemporaneo,  conterraneo e compagno di Ciro Giorgini…

TRANSFERT PER CAMERA VERSUL VIRULENTIA (1966-67)
di Alberto Grifi

"Virulentia era prima di tutto un luogo di sperimentazione teatrale e insieme una proposta di uscita dal teatro, messo in  moto  da Aldo Braibanti, un "luogo" dove, attraverso le singole esperienze reali che gli attori portavano con sé sulla scena, si incastravano vita, ricerca, poesia, amore. La macchina da presa si è avvicinata a questo rito collettivo psicodrammatico nel tentativo di "reinventare" la storia dello sguardo, l'evoluzione biologica dell'occhio che, dalle acque primordiali....

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