Dal 19 al 25 novembre 2017

In onda dal 19 al 25 novembre 2017

Domenica  19 novembre 2017                              RAI3                 dalle 01.55  alle 06.00   (245’) 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

 

 

 

IL NASTRO DI KIM (3)

7 film di Kim Ki-duk

 

 

 

presenta

 

 

 

PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO... E ANCORA PRIMAVERA

(Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom, Corea del sud /Germania, 2003, col., 98’)

Regia: Kim Ki-duk

Con: Kim Ki-duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong

In un piccolo monastero coreano, posto su un laghetto circondato dalle montagne, un bambino

apprende dal suo vecchio maestro la dottrina buddhista. Dopo qualche anno, l'allievo sperimenta

l'amore e fugge dal tempio. Ma la vita al di fuori del monastero per lui si rivela un inferno quindi decide di tornare indietro e seguire il suo percorso spirituale...

 

 

 

GUARDIA COSTIERA

(Haeanseon, Sud Corea, 2002, col., v.o. sott. it., 91' )

Regia: Kim Ki-duk

Con: Jang Dong-gun, Kim Jeong-hak, Park Ji-a

Kang Sang-byeong è un membro della guardia costiera sud-coreana, desideroso di sparare a una spia nord-coreana. Una notte spara e uccide un civile sud-coreano finito in una zona vietata per

incontrarsi con la sua ragazza. Sia Kang che la ragazza del civile morto hanno problemi di

esaurimento nervoso che spingono la donna a credere che i membri della guardia costiera siano il

suo amante deceduto, e quindi si presta a rapporti sessuali con loro. Seppur elogiato dopo la

sparatoria, Kang viene congedato per infermità mentale dalla guardia costiera. Quando ritorna è per

uccidere alcuni membri della sua ex truppa… 

 

Venerdì  24 novembre 2017                              RAI3                 dalle 01.55  alle 06.00 (245’)    

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

 

presenta

 

 

L’ECLISSE E L’ASSEDIO

ovvero

LO STRANO CASO DELL’ETERNO RITORNO

(7)

 

a cura di

Fulvio Baglivi, Lorenzo Esposito, Simona Fina, Roberto Turigliatto

 

 

 

MEDICINA, I MISTERI          

(Italia, 2002, col., 127’)

Regia: Franco Brocani

Con Gianna Breil, Olimpia Carlisi, Paolo Graziosi, Pietro Faiella, Francesco Carnelutti, Carla Cassola; Gerardo Galdi

Gabriela è una dinamica signora borghese che ha superato i trent'anni, sposata e separata dal marito architetto e scenografo, madre di due figli di 19 e 17 anni. Ha un enigmatico e fascinoso amante giapponese ed è titolare di un'avviata galleria d'arte contemporanea. Da poco più di un anno riceve, con intermittenza capricciosa ma costante, dei misteriosi messaggi. Gabriela si ritrova catturata da questo enigma. Durante una festa in costume conosce il suo «persecutore». L'enigma sembra a prima vista risolversi, ma in realtà si infittisce ancor di più… «Brocani è un regista che usa l'amore come una tragedia greca, adattandola ai giorni nostri; filma le sue donne con i crismi di una sperimentazione radicale per dibattere il problema dell'enigma dell'esistenza» (Zanello).

 

 

 

 

APPUNTI PER UN FILM SU KAFKA  (Nella colonia penale)  83'14"

Regia Luigi Di Gianni

con Renato Scarpa Pietro Faiella Raffaele Braia Antonio Scalici Piergiuseppe Francione

Elvezia Balducelli Gaetano Gesmundo

 

Nella colonia penale è un racconto di Franz Kafka scritto nel 1914, in cui si narra il preludio di una condanna a morte. È la fredda descrizione dell’imminente esecuzione capitale di un soldato, reo di insubordinazione e oltraggio a un superiore.

La sua colpa è di essersi addormentato durante il turno di guardia dinanzi alla porta del capitano e di non aver quindi eseguito l’ordine del saluto militare allo scoccare delle ore. All’esecuzione sono presenti un soldato, il quale controlla il condannato con una pesante catena, l’ufficiale che dovrà eseguire la condanna e un esploratore straniero. L’esecuzione vera e propria sarà condotta con uno strano macchinario, “un apparecchio singolare”, come lo chiama lo stesso ufficiale all’inizio del racconto. Questa macchina, infatti, è programmata per uccidere lentamente incidendo più e più volte, con tanti aghi di vetro, sulla pelle del condannato l’ordine non rispettato (in questo caso “ONORA IL TUO SUPERIORE”!), passando e ripassando sulle ferite con una sempre maggiore profondità…

Dalla visionaria opera di Kafka prende spunto la riflessione di Luigi Di Gianni, in un viaggio onirico e letterario a cavallo tra fiction e docufiction, tra le nebbie e gli inquietanti scenari del Delta del Po.

 

 

 

Sabato  25 novembre 2017                              RAI3                 dalle 02.05  alle 06.00 (235’)   

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

L’ECLISSE E L’ASSEDIO

ovvero

LO STRANO CASO DELL’ETERNO RITORNO

(8)

a cura di

Fulvio Baglivi, Lorenzo Esposito, Simona Fina, Roberto Turigliatto

 

 

 

con i film

 

 

QUATTRO NOTTI CON ANNA

(Cztery noce z Anna, Polonia-Francia; 2008, 91’ col., v.o. con sott. italiani)

Regia: Jerzy Skolimowski                 

Interpreti: Artur Steranko, King Preis, Jerzy Fedorowicz, Redbad Klynstra, Jakub Snochowski, Barbara Kolodziejska, Malgorzata Buczkowska, Anna Lenartowicz

Leon Okrasa è l’addetto all’inceneritore dell’ospedale di una cittadina di provincia situata nella pianura polacca. Abbandonato sin da bambino è stato allevato da una donna che ha sempre chiamato nonna. Affetto da un leggero ritardo mentale che lo ha spinto ad autorecludersi in una introversione estrema, Leon ha sviluppato un sentimento d’amore nei confronti di Anna, un’infermiera che vive di fronte alla sua misera abitazione. La donna in un passato recente è stata vittima di uno stupro del quale è stato accusato proprio Leon, che ne è invece stato un sofferto testimone. In seguito alla morte della nonna l’uomo prende una decisione: invece di continuare a spiare a distanza Anna penetrerà di notte nella sua casa dopo aver fatto in modo che assuma inconsapevolmente dei sonniferi.

Con questo film selezionato alla Quinzaine di Cannes 2008 il grande cineasta polacco Jerzy Skolimowski torna dietro la macchina da presa dopo molti anni di silenzio. E lo fa senza rinunciare all’obliquità e insieme all’incredibile trasparenza del suo pensiero (come nel finale del film: si esce da una finestra e ci si dirige verso un muro vuoto). C’è sempre stato in Skolimowski l’istinto e la generosità riassuntiva di chi ha le spalle più larghe e qualche cosa in più di cui riferire (come molti cineasti polacchi della sua generazione, a cominciare da Polanski, hanno spesso riconosciuto). E se Quattro notti con Anna sembra accettare il peso narrativo e figurativo di almeno un ventennio di cinema est-europeo, lo fa solo per operare ancora uno spostamento, per recuperare leggerezza all’interno di una composizione livida e perfetta. La distanza esatta dall’oggetto del desiderio, così vicino così lontano da poter guardare senza essere visti, è ancora una volta l’arte unica e irripetibile di Skolimowski, capace di sintetizzare individuale e collettivo senza alcuna retorica, ma anzi assumendosi il rischio di dare forma a un’altra dimensione che mette tutto in dubbio e che sia il nucleo di un cambiamento, una scintilla nel buio.

 

 

 

 

 

OPHELIA

(Ophélia, Francia, 1962, b/n,  99’)

Regia : Claude Chabrol

Con: André Jocelyn, Alida Valli, Juliette Mayniel, Claude Cerval, Robert Burnier Jean-Louis Maury, Lászlo Szabó Sacha Briquet

 Sconvolto dalla morte del padre e dalle nuove nozze della madre con lo zio, Yvan Lesurf, ragazzo

ipersensibile e psichicamente instabile, si identifica con il principe Amleto e, dopo la proiezione nel suo paese dell'Amleto di Olivier, organizza una messinscena per accusare la madre e lo zio, colpevoli, secondo lui, dell'assassinio del padre. Ancora una variazione su temi shakesperiani, come il precedente L'OEil du malin, dove Yvan è un mitomane che teatralizza la realtà per modificarla a suo piacimento, ma non riesce a controllarne gli effetti: la sua pantomima provoca il suicidio dello zio che muore proclamando la propria innocenza e rivelando di essere il vero padre del ragazzo.

«Il mio protagonista, Yvan, è un malato che rifiuta la realtà, e cerca di modellare il mondo esterno a

immagine della sua follia, di trascinare gli altri nel suo gioco. […] E poiché gli altri sono insoddisfatti della loro esistenza reale, accettano, tranne la donna che egli ha battezzato con il nome di Ophélia, che alla fine incarna la ragione trionfante». (C. Chabrol)

 

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