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Fuori orario

Dal 14 al 20 maggio 2017

In onda dal 14 al 20 maggio 2017

Domenica   14 maggio  2017                               RAI3                 dalle 01.00 alle 6.00     (240’)   

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

  CIRCOSTANZA OLMI

 VELOCITÀ DEL TEMPO FERMO

(3)

a cura di Roberto Turigliatto

 

 

DIALOGO TRA UN VENDITORE DI ALMANACCHI E UN PASSEGGERO

(Italia 1954, b/n, 10')

di Ermanno Olmi

Dalle Operette Morali di Giacomo Leopardi. Una sera invernale, nella caotica città, un uomo benestante e colto si ferma a chiacchierare con un povero venditore di almanacchi ignorante. L'intento è convincerlo che l'anno venturo sarà per forza di cose il migliore di sempre. E così quello successivo e così via.

 

L'ONDA DI GABRIELE D'ANNUNZIO DETTA DA GIORGIO ALBERTAZZI

(Id., Ita, 1955, b/n, dur. 7’15”)

Regia: Ermanno Olmi;

“L’ho girato nel 1955 per tarare una specie di “Cinemascope all’italiana”. In quel periodo infatti le produzioni americane cominciano a essere girate in Cinemascope, cosa che finisce per avere un’influenza anche sui nostri documentari. Uno dei fratelli Donato e un tecnico della Galileo si ingegnano a costruire un loro obiettivo anamorfico per riprodurre il formato del Cinemascope, e mi danno l’incarico di provare l’obiettivo. Per controllare che non ci siano distorsioni nell’anamorfico, cioè nella dilatazione delle immagini in proiezione, la cosa migliore è riprendere una lavagna perfettamente quadrettata. O filmare un orizzonte dritto, come il mare. Così monto questo obiettivo sulla macchina da presa e vado a Portovenere a filmare l’orizzonte. Mentre sono lì comincia una mareggiata: Portovenere è fantastica con le mareggiate, arrivano le onde che superano la chiesina di San Pietro. Cominciamo a girare non più solo l’orizzonte ma anche le onde, e per fare una specie di soggettiva del mare in tempesta non esitiamo a spingerci in barca al largo. L’onda di D’Annunzio mi verrà poi in mente visionando il girato. Riesco ad acchiappare Albertazzi che passava da Milano in tournée, lo porto dai Donato e gli faccio registrare il testo nella stanzetta dove lavoravamo, che ospitava la moviola, il proiettore per registrare il parlato, e di sera faceva anche da magazzino. Con L’onda riusciremo anche a prendere i 5 milioni di sovvenzione ministeriale, co cui ci siamo ripagati tutto il film.” (Ermanno Olmi)

 

DURANTE L'ESTATE

(Italia, 1971, col., 98'31”)

Regia: Ermanno Olmi

Con Renato Paracchi, Rosanna Callegari

Sceneggiato da Olmi in collaborazione con lo scrittore Fortunato Pasqualino, con musiche di Bruno Lauzi, il film continua l’esplorazione di una  Milano inedita e inaspettata,  già avviata in film precedenti in una tonalità che fonde realismo e fiaba stralunata, con risonanze da allegoria cristologica. Milano in agosto, la città deserta, è il paesaggio esteriore che segna solitudine di personaggi che non si integrano nella nuova società dei consumi, di sognatori e perdenti che si muovono ai margini. Il protagonista e' un uomo solitario che fa il  coloritore di cartine storiche e propone ricerche araldiche a persone del tutto ordinarie, della cui nobiltà' si è convinto dopo attenta osservazione. Giunge a dichiarare "principessa" una ragazza umile di cui si e' innamorato, ma viene arrestato per aver venduto falsi titoli nobiliari. Prodotto dalla RAI, trascurato all’epoca della sua uscita in sala, è ormai da anni riconsiderato come un film di totale intensità olmiana, un titolo essenziale della sua opera. 

 

MILANO 83 (CAPITALI CULTURALI D’EUROPA)

(Italia, 1983, col., 64’30”)

Regia, fotografia, montaggio:  Ermanno Olmi

Il documentario su Milano, di cui Olmi è autore assoluto,  per la serie televisiva “Capitali Culturali d’Europa”,  non ha una parola di commento ed è il contrario del documentario promozionale, si afferma infatti in una sua radicale singolarità, probabilmente deludendo i committenti che si aspettavano altro : “La città che emerge dal lungo, conturbante ma affascinante film volge sul negativo, a cominciare dal fatto che è quasi irriconoscibile: sette o otto luoghi topici o tipici, presi per lo più di sfuggita, e un grande anonimato, come se non fosse la città ma l’essenza di una città” (Lorenzo pellizzari)

 

 

BUONGIORNO NATURA

(Italia 1955, 9'43”)

Regia: Ermanno Olmi

«Buongiorno natura, girato a colori in Val di Viù (sede degli stabilimenti Edison), è un curioso cortometraggio incentrato sulla breve vacanza in campeggio trascorsa dai fratelli Gabriele, Marco e Tobia, lontano dai ritmi abituali della grande città. […] Le luminose immagini di una stradina stretta e poi il paesaggio montano fanno da sfondo alla vicenda naïve, sostenuta da una vena giocosa e dilettantesca, quasi un corrispettivo della parentesi distensiva e riposante vissuta dai tre giovani, esprimendo, ma solo a parole, un'opposizione tra città e campagna nella lode ripetutamente innalzata alla purezza campestre e montana» (David Bruni).

 

 

IL RACCONTO DELLA STURA

(Italia 1955, 9’20”)

di Ermanno Olmi

Il fiume Stura, piegato dalla volontà degli uomini, è il protagonista di questa storia. I disegni animati di Luigi Turolla e la voce in off  illustrano il complesso sistema di tubature sotterranee e sbarramenti che fa confluire le acque di tutta una valle nelle turbine della centrale scavata nel sottosuolo. “Io appartengo sia al mondo contadino che al mondo operaio e ho sempre pensato che la storia si faccia con “i grandi numeri”, dunque che i veri protagonisti siano i contadini, gli operai, gli impiegati e oggi gli operatori dei computer, dei telefonini…la storia passa soprattutto da lì. Quando ho girato film sul mondo del lavoro, ho sempre avuto in mente come destinatari i lavoratori stessi.” (Ermanno Olmi)

 

OFFICINE MECCANICHE RIVA

(Italia 1957, 22’26”)

di Ermanno Olmi

Documentario realizzato dall'Ufficio Propaganda della "Costruzione Meccaniche Riva S.p.a." in collaborazione con la Sezione Cinema della "Edisonvolta S.p.a.". Viene illustrata dettagliatamente la costruzione di una ruota Pelton: dalla fase progettuale alla realizzazione e al trasporto fino alla destinazione finale. Ogni problema tecnico e logistico è stato risolto grazie alla professionalità e allo sforzo congiunto di tecnici e operai, insieme hanno concepito un progetto, l'hanno disegnato e realizzato. 

 

IL GRANDE PAESE D’ACCIAIO

(Italia 1960, 10’20”)

di Ermanno Olmi

Breve documentario racconta la costruzione di industrie in via di sviluppo in Sicilia, per la produzione di prodotti chimici per l'agricoltura e altre applicazioni. Il commento musicale è affidato alla voce di Sandro Tuminelli, autore dei testi delle canzoni in siciliano che scandiscono il ritmo narrativo del film.“La mia formazione nell’azienda è stata la base del mio rapporto con il cinema. Già in alcuni documentari fatti di mia iniziativa (oltre ai trenta o quaranta che ho realizzato per scelta o per comprensibile imposizione dell’azienda), c’è il tentativo di rappresentare il mondo del lavoro con un taglio particolare: quello dell’osservazione dell’uomo e dei suoi problemi personali nell’ambito delle attività lavorative.” (Ermanno Olmi)




Venerdì        19       aprile         2017        RAI3          dalle         02.00   alle         06.00    (240’)   

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

AMORE, PIOMBO E FURORE:

ADACHI MASAO FEATURING FUZZ ORCHESTRA

 

 

A cura di Fulvio Baglivi

 

La Fuzz Orchestra è un gruppo musicale che unisce sonorità heavy metal e noise con un approccio radicale quanto eccentrico. Una delle cifre stilistiche che contraddistingue i quattro dischi registrati sinora dalla band nata a Milano nel 2006 è la narrazione costruita attraverso brani di film, per lo più italiani e legati alle lotte degli anni ’60 e ’70 in Italia.

Per definirsi la Fuzz Orchestra ama dire “Black Sabbath meet Morricone meet Revolution” in cui la presenza forte del cinema, evidente già nei titoli delle canzoni (Il potere, La Bestia, una “rilettura” dell’Eclisse Twist, Lili Marlene, Amore tossico, Todo Modo…) è unita a una visione cupa e critica della realtà contemporanea. Fuori Orario dissemina brani e brandelli della musica della Fuzz Orchestra in queste due notti con i film del cineasta e rivoluzionario giapponese Masao Adachi, compagno e collaboratore di Koji Wakamatsu che a lui ha dedicato il suo film United Red Army. Come il cinema di Adachi la musica della Fuzz Orchestra unisce il genere a una visione radicale e violenta della società postatomica, tra melodie che accompagnano l’odio e il rumore dei sogni di rivoluzione.  

 

ABORTO PROCURATO                 v.o. sott. it.               

(Datai/Abortion, Giappone 1966, b/n, 72'30", v.o. sott.it.)

Di Masao Adachi
con: Reiko Ensho, Hiroko Fuji, Hiroshi Jo, Noriko Kaede, Nami Katsura, Kyoko Michi, Yuri Nishi.

 

Primo film commerciale di Masao Adachi (qui anche sceneggiatore e musicista), prodotto da Koji Wakamatsu. Il film di Adachi è un "Pink" (film a tematica erotica) atipico, che fa la parodia dei film educativi, dove ritorna il ginecologo delirante di Quando l'embrione caccia di frodo (Embryo) di Wakamatsu con delle sue teorie sul sesso piuttosto eccentriche e fantasiose.

 

INFERNO DI SOGNO                                               v.o. sott. it.

(Sakarame / Mugen jigoku, Giappone, 1970)

Regia: Masao Adachi

Con: Atsushi Yamatoya

Travolto da problemi economici, un manager di un supermercato commette alcuni omicidi. Ma l’uomo e’ debole di spirito e le donne sono decise e indipendenti. Sesto pink-movie di Masao Adachi.

 

 

 

Sabato       21       maggio        2017        RAI3          dalle         02.00   alle         06.00    (240’)   

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

AMORE, PIOMBO E FURORE:

ADACHI MASAO FEATURING FUZZ ORCHESTRA (2)

 

 

A cura di Fulvio Baglivi 

 

 

La Fuzz Orchestra è un gruppo musicale che unisce sonorità heavy metal e noise con un approccio radicale quanto eccentrico. Una delle cifre stilistiche che contraddistingue i quattro dischi registrati sinora dalla band nata a Milano nel 2006 è la narrazione costruita attraverso brani di film, per lo più italiani e legati alle lotte degli anni ’60 e ’70 in Italia.

Per definirsi la Fuzz Orchestra ama dire “Black Sabbath meet Morricone meet Revolution” in cui la presenza forte del cinema, evidente già nei titoli delle canzoni (Il potere, La Bestia, una “rilettura” dell’Eclisse Twist, Lili Marlene, Amore tossico, Todo Modo…) è unita a una visione cupa e critica della realtà contemporanea. Fuori Orario dissemina brani e brandelli della musica della Fuzz Orchestra in queste due notti con i film del cineasta e rivoluzionario giapponese Masao Adachi, compagno e collaboratore di Koji Wakamatsu che a lui ha dedicato il suo film United Red Army. Come il cinema di Adachi la musica della Fuzz Orchestra unisce il genere a una visione radicale e violenta della società postatomica, tra melodie che accompagnano l’odio e il rumore dei sogni di rivoluzione.  

 

 

ZONA SESSUALE                v.o. sott. it.       

(Sei chitai, Giappone, 1968, b/n)

Regia: Adachi Masao

Produzione: Koji Wakamatsu

Ispirato alla vera storia di una geisha uccisa nei suoi bagni. Anche qui la ‘detection’ segue un tono monocorde come se fosse un documento postumo.

 

 

GIOCO SESSUALE                                         v.o. sott. it

(Sei yugi, Giappone, 1968, b/n e col)

Regia: Adachi Masao

Produzione: Koji Wakamatsu

Uno studente apolitico e due militanti del movimento studentesco cominciano una relazione basata sul sesso e sulla riflessione critica su una società interamente politicizzata. La versione anti-spettacolare di Sex Jack di Koji Wakamatsu.

 

 

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