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Fuori orario

Dal 09 al 15 aprile 2017

In onda dal 09 al 15 aprile 2017

Domenica 9  aprile  2017       RAI3       dalle 01.55 alle 6.00     (245’)

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

PALERMO, CROCI E LETIZIA DI FRANCO MARESCO

 

a cura di
Fulvio Baglivi

LA MIA BATTAGLIA                                 primavisioneTV

(Italia, 2017, colore e b/n, 30’)

Di Franco Maresco

Per gentile concessione di Franco Maresco e dell’Associazione Lumpen Fuori Orario manda in onda il film realizzato con il contributo del Comune di Palermo in occasione della mostra dedicata a Letizia Battaglia dal Maxxi di Roma.

Palermo: la fotografia, la malattia mentale dell’Ospedale Psichiatrico, la vita e la morte, l’amore e la vecchiaia. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla grande fotografa Letizia Battaglia in un “incontro ravvicinato” con Franco Maresco. Il risultato è il racconto intenso e inedito di una città che la Battaglia ha reso nota al mondo per la sua violenza efferata ma senza dimenticare la grazia, l’innocenza e la voglia di non arrendersi.

 

GLI UOMINI DI QUESTA CITTA IO NON LI CONOSCO  -  VITA E TEATRO DI FRANCO SCALDATI              

(Italia, 2016, col., 88’47”)

Regia: Franco Maresco

Con: Franco Scaldati, Roberto Andò, Letizia Battaglia, Gaspare Cucinella, Mimmo Cuticchio, Emma Dante, Goffredo Fofi, Melino Imparato, Mario Martone, Giuseppe Tornatore, Roberta Torre, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Matteo Bavera, Umberto Cantone, Gino Carista, Pietro Carriglio, Elio De Capitani, Antonella Di Salvo, Aurora Falcone, Toti Giambertone, Paolo La Bruna, Vannina La Bruna, Emiliano Morreale, Gabriele Scaldati, Giuseppe Scaldati, Cosimo Scordato, Ninni Truden, Valentina Valentini

La vita e l’opera di Franco Scaldati, che ci ha lasciati nel 2013 e che è stata una delle figure più significative della seconda metà del novecento europeo. Resta nella sua opera l’irripetibile rappresentazione di un’umanità marginale, sconosciuta e ormai scomparsa nella sua essenza. Il suo percorso è stato sinonimo di radicalità e impegno nel farsi portatore di un’idea di teatro lontana dagli schemi tradizionali. Una voce forte, contro l’ipocrisia del “potere”, che affermava: “La bellezza è degli sconfitti. Il futuro non è dei vincitori, è di chi ha la capacità di vivere. E chi ha la capacità di vivere, di essere totalmente se stesso, è inevitabilmente sconfitto. E` qui il seme che crea e si traduce in futuro, vita: una sconfitta di straordinaria bellezza. Le facce degli sconfitti, le loro voci, continuano ad esistere. Sono i vincitori che non esisteranno più. Questo è il grande splendore dell’esistenza”. (Franco Scaldati)

 “Il teatro di Franco Scaldati è uno straordinario esempio di resistenza morale e culturale di fronte alla barbarie che avanza senza tregua. E` stato per me un privilegio averlo conosciuto ed essere stato suo amico. Spero con questo mio documentario di contribuire alla conoscenza di un grande poeta e di un grande uomo, la cui arte ha tanto da dire a questa nostra generazione confusa e disperatamente sola” (Franco Maresco).

 

LUCIO                                            

(Id., ITA, 2014, b/n, 59’)

Di Franco Maresco

Con: Mimmo Cuticchio, Melino Imparato, Gino Carista

Riprese video dello spettacolo teatrale omonimo messo in scena al Teatro Biondo di Palermo da Franco Maresco. Lucio è uno dei testi più complessi e profondi del poeta e drammaturgo palermitano Franco Scaldati, morto nel 2013, amico di Maresco che lo volle per una parte ne Il ritorno di Cagliostro. La poesia di Scaldati nasce nel ventre di Palermo e parla la lingua del popolo della città, la stessa del regista di Cinico TV e Belluscone…una storia siciliana, probabilmente l’unico (insieme ai tre attori straordinari) che poteva mettere in scena Lucio, opera che lo stesso Scaldati non presentava a teatro da molti anni.


Venerdì  14  aprile  2017       RAI3       dalle 01.50 alle 6.00     (250’) 

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

MARCO  MELANI  STUPORE  DI  CINEMA  (1)

 

 

a cura di

Simona Fina e Roberto Turigliatto

 

 

IL MESSIA

(Italia, Francia, 1975, col., dur. 138’ 20”)

Regia: Roberto Rossellini

Con: Pier Maria Rossi, Mita Ungaro, Tina Aumont, Anita Bertolucci, Flora Carabella, Vernon Dobtcheff, Antonella Fasano, Jean Martin, Louis Suarez, Toni Ucci, Cosetta Pichetti

Ispirato ai quattro Vangeli (in particolare a quello di Marco) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile. Per la prima volta nel cinema cristologico c'è la scena della Pietà: il Cristo morto in grembo alla madre.

 

«Un film sulla figura di Gesù era una tappa d’obbligo alla quale presto o tardi sarei dovuto arrivare. Perché? Perché il mio programma d’informazione, iniziato con La presa del potere da parte di Luigi XIV, si rivolge all’uomo e ha per oggetto l’uomo. E il messaggio di Cristo, in tutta la storia dell’umanità, è stato quello che meglio, e più profondamente di ogni altro, ha chiarito l’uomo a sé stesso. Tutte le civiltà si sono strutturate, a parole, sulla fiducia nell’uomo, ma poi, in pratica, sono sopravvenuti altri fattori che le hanno spinte a essere estremamente prudenti verso gli uomini. Si comincia a pensare che non tutti gli uomini possano essere intelligenti, buoni, uguali, e, a questo punto – le ideologie lo hanno dimostrato – si cominciano a fare discriminazioni, ad appoggiarsi a regoline fatte a misura per un omino di carta che non corrisponde a realtà. Nei Vangeli c’è, invece, totale disponibilità per l’uomo inteso in tutte le sue dimensioni. Una totale fiducia». (Roberto Rossellini, 1977).

 

 

AGUAESPEJO GRANADINO

(t.l. Specchio d’acqua di Granada, Spagna, 1953-55, b&n, v.o. sott. in italiano, dur. 21’ 03”)

Regia, fotografia e montaggio: José Val Del Omar

Prima parte del Tríptico Elemental de España, composto da altri due ‘poemi audiovisivi’ (Fuego en Castilla y Acariño galaico de barro), attraverso i quali il cineasta spagnolo realizza il suo progetto di un cinema totale: concepito attraverso l’introduzione di suoni, luci, colori, un cinema capace di restituire una ‘visione tattile’ (tactilvisión) del cinema.

 

FUEGO EN CASTILLA

(t.l. Fuoco in Castilla, Spagna 1958-60, b&n, v.o. sott. in italiano, dur. 17’ 06”)

Regia, fotografia e montaggio: José Val Del Omar

La Castiglia vista attraverso le sculture di Alonso de Berruguete e Juan de Juni.

 

ACARIÑO GALAICO DE BARRO

(t.l. Carezza galiziana di argilla, Spagna, 1961/1981-82/1995, film muto con sottofondo musicale, dur. 23’ 04”)

Regia, fotografia e montaggio: José Val Del Omar

Questo film è stato terminato e completato nel 1995 da Javier Codesal per la Cineteca dell’Andalusia, a partire dal montaggio e dalla sonorizzazione che Val Del Omar aveva perfezionato prima della sua scomparsa.


Sabato  15  aprile  2017        RAI3          dalle 02.00 alle 6.00     (240’)

 

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

 

MARCO MELANI  STUPORE  DI  CINEMA  (2)

 

a cura di

Simona Fina e Roberto Turigliatto

 

 

TO THE WONDER                      

(USA, 2012, colore, v.o. sottotitoli in italiano, durata127’)

Regia: Terence Malick

Con: Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel McAdams, Javier Bardem, Tatiana Chiline, Romina Mondello

 

Il giovane amore tra l'americano Neil e l'ucraina Marina non poteva sbocciare con una cornice migliore: la così definita 'Meraviglia dell'Occidente': Mont St. Michel. Ci sono tutte le premesse perché questo amore duri per sempre. In effetti, dopo due anni, vanno a vivere in Oklahoma, vicino al paese natale di Neil, e qui la vita sembra scorrere tranquilla. Tuttavia, nell'animo dei due qualcosa si spezza. In maniere differenti, entrambi avvertono che il loro rapporto non li appaga più e quella passione travolgente che li aveva così tanto avvicinati, ora sta lasciando spazio a una distanza incolmabile. Marina cerca conforto in un prete cattolico, Quintana, che si rivela altrettanto in preda a una crisi spirituale; mentre Neil vede riaffacciarsi all'orizzonte lo spettro di una vecchia fiamma, Jane. Qual è allora la scelta da fare: seguire una nuova passione incipiente, 'naturale e semplice' o accettare che un amore possa mutare anche come non si vorrebbe?

 

LO STRANO CASO DI ANGÉLICA

(O estranho caso de Angélica, Portogallo 2010, colore, v.o. sottotitoli in italiano, durata 92’ 23”)

Regia: Manoel de Oliveira

Con: Pilar Lopez de Ayala, Filipe Vargas, Leonor Silveira, Ricardo Trêpa, Luís Miguel Cintra, Isabel Ruth

Isaac, un giovane fotografo ebreo, viene convocato da una famiglia facoltosa nel mezzo della notte e incaricato di ritrarre il cadavere della bella Angélica, spirata appena dopo le nozze. L’obiettivo della macchina fotografica sembra riportare momentaneamente in vita la donna, ma solo agli occhi di Isaac.Complesso, mistico, divertente, melodioso come una notte liberata dall’oscurità. La morte è un richiamo vivo, urlato ai cancelli della disperazione, invocando l’unione biblica tra cielo e terra. De Oliveira porta sullo schermo una sceneggiatura scritta sessant’anni prima.

 

 

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