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Fuori orario

Dal 20 al 26 novembre 2016

In onda dal 20 al 26 novembre 2016

 

Domenica 20    novembre   2016      RAI3   dalle 01.30 alle 6.00         (270’)

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

GLI ABISSI FISSANO IL CIELO: SCHIAVI DELLE STELLE (2)

 

a cura di Simona Fina

 

con i film

 

LA COSA D’ORO 

(Das Goldene Ding, Germania, 1971, colore, dur. 114’, v. o. sottotitoli in italiano)

Regia: Edgar Reitz, Ula Stöckl, Alf Brustellin, Nicos Perakis

Sceneggiatura: Edgar Reitz, Ula Stöckl

Con: Christian Reitz, Colombe Smith, Ramin Vahabzadeh, Oliver Jovine, Konstantin Sautier, Mario Zöllner, Hermann Haberer, Wolfgang Heinz, Michael Heinz, Christian Stein, Klaus Kayser, Michael Jeron, Alf Brustellin, Erich Beth, Angela Elsner, Reinhard Hauff, Hans-Heinrich Brustellin, Katrin Seybold, Ute Ellin, Oscar v. Schab, Waki Zöllner, Thomas Haberfellner, Wolfgang Bächler, Antje Ellerman.

Il film trae ispirazione dall’avventuroso viaggio degli Argonauti alla riconquista del vello d’oro. “La mitologia antica è una specie di infanzia dell’umanità dove i conflitti umani si mostrano ancora in una forma pura ed estrema. La storia di Giasone alla ricerca dell’avventura, che incontra una strega incantatrice, Medea, corrisponde a una mentalità infantile e perciò l’abbiamo fatta recitare da bambini. Abbiamo firmato collettivamente questo lavoro sotto l’influsso del Sessantotto, ma si tratta sostanzialmente di un film mio” (E. Reitz). Girato con pochissimi mezzi, il film non riscorre molta attenzione da parte del pubblico e della critica.

 

VELOCITA’

(Geschwindigkeit, Germania, 1963, b/n, 13’, v. o. sott. italiano)

Regia: Edgar Reitz

Studio visivo sul tema della velocità a partire da macchine (da presa) e macchinari (ottovolanti, aerei, automobili). Alla fine restano solo le grafie originarie, fino al congelamento per immagini fisse.

 

 

BRANI da SPACE ECLIPSE

(2011, col., 75')

Regia: Dana Ranga

A partire dalle immagini dell'agenzia spaziale russa (RKA) e della NASA, la regista rumena di stanza in Germania ha costruito, su richiesta di Fuori Orario, un viaggio attraverso l'avventura spaziale, dalla costruzione dei veicoli, ai viaggi e alla vita degli astronauti nelle stazioni in orbita.

 

 

Venerdì 25 novembre  2016   RAI3   dalle 1.50  alle 6.00  (250’)

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

IDENTIFICAZIONI DI UNA DONNA

a cura di Roberto Turigliatto

 

con i film

 

UNA DONNA SPOSATA

(Une femme mariée, Francia, 1964, b/n, 92’, v.o. sott.it.)

Regia : Jean-Luc Godard

Con : Macha Méril, Bernard Noel, Philippe Leroy, Roger Leenhardt, Rita Maiden, Christophe Bourseiller

Ventiquattro ore della vita di una donna borghese, divisa tra l’amante e il marito Inizialmente bloccato dalla censura che ne pretese la modifica del titolo (inizialmente La femme mariée) e alcuni tagli. Presentato in Concorso a Venezia nel 1964 dove era in concorso anche  Deserto rosso di Antonioni che vinse il leone ‘Oro. Proprio in quell’occasione Godard  intervistò  Antonioni, una famosa conversazione pubblicata sui “Cahiers du Cinéma”.

“In La femme mariée non c’è dramma, non ci sono situazioni drammatiche. Si tratta unicamente di istanti fisici: come se mi avessero chiesto di seguire qualcuno e di riportare il più possibile foto e informazioni su di lui. Del resto ho inserito nei titoli di testa: “Frammenti di un film girato nel 1964”. La femme mariée è ventiquattrore della vita di una donna che aspetta un bambino, non sa se il padre è il marito o l’amante, non con chi dei due continuerà a vivere. 

Ho lavorato come un etnologo, così come Lévi-Strauss avrebbe potuto dare l’idea della donna in una società primitiva del Borneo così ho cercato di dare l’idea della donna in una società primitiva del 1964. [...] Voglio dire che questo film, o per meglio dire, questi frammenti di un film sono datati e che vi si può vedere la vita quotidiana della nostra epoca. E se questi frammenti formano un puzzle, è forse perché le donne hanno un aspetto di puzzle che occorre risolvere. [...] Alla fine del film la donna sposata sarà obbligata a riflettere per la prima volta nella sua vita.  Si accorgerà che non era soltanto un “oggetto” ma un po’ anche un “soggetto” e che lo aveva dimenticato. In termini di fantascienza è una “mutante”, si trasformerà, sfuggirà al suo universo chiuso ed è grazie al suo senso critico che si salverà. Une femme mariée, come del resto Deserto rosso e Marnie, è un film umanista su un mondo non umanista” (Jean-Luc Godard). 

 

LA NOTTE

(Italia, 1961, b/n, 116’)

Regia: Michelangelo Antonioni

Con: Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Monica Vitti, Bernhardt Vicki Rosy Mazzacurati, Maria Pia Luzi, Guido Ajmone Marsan, Vincenzo Corbella, Gitt Magrini Corbella, Ugo Fortunato, Ottiero Ottieri, Salvatore Quasimodo, Valentino Bompiani, Giorgio Gaslini

 

Milano, gli anni del boom economico. Il matrimonio tra lo scrittore Giovanni e la moglie Lidia si trascina senza passione. La malattia improvvisa di Tommaso, un scrittore loro amico, provoca la  rottura di un equilibrio già precario, Mentre  Dopo la visita a un amico morente, i due partecipano a un party per la presentazione dell’ultimo libro di Giovanni, poi si recano alla festa di un industriale dove Giovanni corteggia la figlia del padrone di casa e Lidia respinge le avances di un invitato. Durante la festa apprendono la morte del loro amico, All’alba, nel parco della villa i due parlano del loro amore e finiscono disperatamente per fare l’amore sull’erba.

 

No divieto,  Classe E, matr. 697698,  supporto imx FF1236, durata 116’

 

Sabato 26  novembre  2016    RAI3   dalle 1.50  alle 6.00  (250’)

Fuori Orario cose (mai) viste

di Ghezzi Baglivi Esposito Fina Francia Fumarola Giorgini Luciani Melani Turigliatto

 

presenta

 

IDENTIFICAZIONI DI UNA DONNA (2)

a cura di Roberto Turigliatto

 

con i film

 

VIVRE SA VIE / QUESTA È LA MIA VITA

(Vivre sa vie, Francia, 1962, b/n, 80’, v.o.sott. it.)

Con: Anna Karina, Sady Rebbot, André S. Labarthe , Guylaine Schlumberger, Brice Parain, Peter Kassovitz  In dodici quadri o “stazioni” la vita di Nana, prostituta parigina. Con una citazione di Montaigne in esergo: “Bisogna prestarsi agli altri e donarsi a se stessi”“Ho descritto un oggetto morale, nello stesso modo in cui in Une femme mariée ho descritto un oggetto fisico. In Bande à part ho descritto un sentimento. In Vivre sa vie si tratta di qualcosa esclusivamente morale, chiamiamolo l’anima o un’altra cosa: ma è in quel senso. […] Anna, in Vivre sa vie, è soltanto la somma di ciò che si vede di lei per un’ora e dieci. Certamente ha il suo passato,i suoi genitori: a un certo momento si parla di un bambino. Ho messo in evidenza altre cose:alcuni momenti di un’esistenza. Avrei potuto filmarne altri e il film sarebbe atto probabilmente diverso. […] La prima immagine di Nana di schiena è la prima idea che ho avuto. Non sapevo assolutamente che cosa avrei fatto in questo film: avevo due pagine di sceneggiatura che descrivevano grosso modo il film così com’è. Avevo un’unica idea molto precisa…era che la prima inquadratura sarebbe stata lei vista di schiena. Per quale motivo, sarei del tutto incapace di spiegarvelo” (Jean-Luc Godard) 

 

IO LA CONOSCEVO BENE

(Italia, 1965, b/n, 111’)

Regia: Antonio Pietrangeli

Con: Stefania Sandrelli, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Joachim Fuchsberger, Mario Adorf, Franco Nero, Jean-Claude Brialy, Enrico Maria Salerno. 

Adriana è una ragazza di provincia che si trasferisce a Roma per  tentare il successo nel mondo dello spettacolo. A Roma però non è facile trovare fortuna e a nulla portano le promesse dei numerosi personaggi che popolano  quel mondo con cui fa la conoscenza. La sua ricerca è scandita, tappa dopo tappa,   dalle umiliazioni che ogni volta finisce per subire,  in un ambiente che si rivela meschino e senza pietà.  Il disincanto e la disperazione la conducono a una tragica fine.

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